L'animale che mi porto dentro..
sabato, 29 dicembre 2007, 02:53
Sera.
Vengo invitata in questo locale da un mio “amico” che è lì con amici, ore 22.30 sono sul posto.
Entro, mi accoglie Fra e mi mette a mio agio, mi presenta un po' di gente al tavolo, mi porge da bere e chiaccheriamo.
Passa il tempo e io mi inserisco nell'ambiente, gente non male, musica orrida, serata che non sembra voler decollare.
Arriva Angelo, nuova conoscienza, scambiamo due chiacchre e dopo un po' mi propone di andar fuori a fumare una sigaretta. Acconsento.
Cinque minuti e giunge, in parte sospettato ma comunque inaspettato tanto presto, un suo bacio.
Mi ritraggo ma il contatto di quelle labbra, il suo odore e una buona dose di fascino non mi lasciano indifferente e un paio di ideuzze cominciano a ronzarmi nella testa.
Gli espongo le mie preoccupazioni per il suo, nonché mio amico, che non so quanto potrebbe esser contento.
Sciorina scuse e spiegazioni inutili <<ma no, son certo non se la prenderà>>
e riparte all'attacco.
Schivo e rifiuto.
Rientriamo continuando a chiaccherare.
Secondo attacco poco dopo, in sede leggermente discostata dal resto del gruppo.

Lancio l'amo. <<Non qui, non ora>>.

Ci si sposta, la serata definitivamente non decolla, si sceglie di andare a casa di un amico ingannando il tempo prima di trasferirsi in un nuovo locale.
Si creano le macchine, lui è il sapiente organizzatore della comitiva e casualmente non gli rimane nessun posto libero..se non su quello del sedile accanto al mio.
Guido rapida sulla strada bagnata nella notte romana.
Non appena parcheggio e il motore si spegne lui è già lì, a pochi centimetri dalla mia bocca e le sue labbra cercan le mie.
Questa volta mi concedo e l'eccitazione è palese, la sua lingua nella mia bocca, le sue mani sul mio collo e sul mio seno caldo. Capezzoli turgidi sotto la canottiera scollata.
Si fa più vicino, gli infilo una mano sulla schiena e di colpo lo graffio, l'altra, dolce consolatrice, dopo quell'attimo di dolore carezza il suo membro già gonfio.
Rido, la testa all'indietro, infilo il cappotto e scendo.
Mi segue con occhi brillanti.
Saliamo in casa, poso la giacca, vado in bagno e quando esco lui è davanti alla porta, pronto a rispingermi all'interno. Retrocedo e lui chiude la porta alle sue spalle. Clak. Prigioniera.
Mi attacca al muro, lo lascio fare. Ancora la sua bocca sulla mia, quelle labbra così calde e morbide, ancora la sua mano sul collo, questa volta stringe più forte, per un attimo quasi mi leva il fiato e il mio respiro si spezza, paura ed eccitazione.

Dopo poco una sua mano è scesa sin in mezzo alle mie gambe, io le allargo zoccola, sapendo di avere jeans troppo stretti.
Sento il suo cazzo ancora dentro ai pantaloni premermisi a dosso, mi ci struscio e mi libero dalla presa.
Lascio il bagno. Mi segue dopo poco.
Salone. Ritroviamo gli amici, ritroviamo Fra, che mi guarda poco sereno.
Ancora chiacchere, dolcetti e alcool e poi via, verso il nuovo locale.
Ancora noi in macchina, le sue mani sulle mie coscie, le sue labbra sul mio collo, il calore in mezzo alle mie gambe.
Un tavolo al privè ci attende, giusto il tempo di saltare la fila e lasciare le giacche.
Balliamo. Io e lui, io e Fra, io e amici, facce semisconosciute che per una sera mi han eletta regina, che impazziscono sui miei seni pieni e sodi e le mie gambe lunghe mentre ballo sinuosa.
Corpi che si strusciano, mani che frugano rapide, che toccano sempre “per caso”.
Mi diverto, la mia anima puttana gode nell'essere ricercata e lusingata dagli sguardi e dalle mani di tanti uomini.
Si fa tardi, stanca e soddisfatta decido di salutare il simpatico gruppo e tornarmene a casa.
Angelo non mi lascia scappar tanto facilmente, saluta a sua volta ed esce con me. Giriamo lungamente alla ricerca della macchina scroccata ad un amico e infine ci fermiamo per l'arrivederci. La strada è illuminata e trafficata da coloro che, a piedi, lasciano la disco..ed una cazzo di guardia fa la ronda.
E' chiaro come un semplice <<Buonanotte>> non possa essere sufficiente.
Mi bacia, e tanto basta per risvegliare le voglie tenute a bada per tutta una sera .
Le sue labbra scendono sulla mia scollatura, le mani avide si insinuano nel reggiseno liberandosene e lasciando i seni ricadere morbidi e liberi. <<Mordi!>> Prima un capezzo e poi l'altro sono presto prigionieri della morsa dei suoi denti, il ragazzo ci prova gusto provocando più dolore di quanto mi sarei aspettata.
Sento la mia vagina ormai larga e piena di umori. Lui non da cenni di fretta, sembra avere tutta la notte davanti.
Il mio desiderio è alle stelle.
Voglio qualcosa tra le gambe e lo voglio subito.
Prendo la sua mano e la guido sotto i mie jeans, slacciando rapidamente i bottoni e alzando appena il sedere per facilitarne il passaggio. Gioca con il mio clitoride, passa più volte il dito sulle piccole labbra prima di penetrarmi di colpo. Chiudo gli occhi e mi mordo la lingua, sono troppo eccitata e non voglio venire, non voglio dargli la soddisfazione. Mi prendo ancora un po' di tempo, di piacere e poi, d'un tratto, mi sposto sfilandogli la mano e mi chino sui suoi pantaloni.
Posso sentire la sua eccitazione anche così, con la patta abbottonata, sento le pulsazioni e l'odore stuzzicante del suo cazzo duro.
Con maestria glielo tiro fuori, ci gioco un poco con le mani, lo sfioro con i capezzoli turgidi e lascio che un po' di saliva dalla mia bocca coli sulla cappella lucida, rotolando poi giù lungo tuta l'asta in tiro. Soffio appena e poi dischiudo le mie mie labbra sulla sua testa rossa accogliendola dolcemente nella mia bocca. Roteo la lingua intorno al prepuzio, gioco stuzzicandolo con la pallina del mio piercing e poi, di colpo, affondo su di lui spingendolo sino in gola, una, due, tre, quattro volte.
Sento Angelo ansimare forte mentre con la mano mi tira i capelli spingendo la mia testa sulla sua verga quasi sino a farmi soffocare. <<Sei così puttana, ti piace il cazzo!>>
Annuisco e mi libero dalla sua stretta. Mi tiro su, avvicino le mie labbra alle sue e rispondo sussurrando <<Mi fa impazzire>>. Sfortunatamente siamo in una delle poche strade non deserte per quest'ora, al centro di Roma e con una guardia che ogni tanto fa il suo giro di ronda. <<Ma ora credo che ognuno debba tornare a casa propria, anche se non so quanto riusciremo a dormire, credo che mi infilerò il vibratore in figa pensando a te, prima di poter prender sonno>>.
Un bacio, che rendo il più breve e casto possibile e lo faccio scendere.
<<Buonanotte Angelo, ci sentiamo>>





Un suo messaggio arriva prima che io entri in casa.




postato da sleepingsoul · permalink · commenti (21)

Utente: sleepingsoul
Il fatto che io sia cresciuta in una famiglia benestante, abbia sempre frequentato ambienti bene e sembri una principessa a modo non significa che io non possa e non sappia cucinare, piantare un chiodo, cambiare una lampadina, usare un trapano, guidare come un uomo e amare il sesso e le scopate da una botta e via. Riflettete: cos'è la morale? Un consiglio, non perdete del tempo a darmi della troia, a meno che per troia non intendiatw una persona a cui piace il sesso, che ha scarsi freni inibitori e che non è ipocrita con se stessa e con gli altri. Nel secondo caso scrivetelo pure. LoV =*

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